Lesioni muscolari: contusioni, contratture, stiramenti e strappi
Pubblicato da Gerico
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Secondo una semplice classificazione, le lesioni muscolari possono essere dovute a traumi diretti (contusioni), o indiretti (elongazione, distrazione, strappo).
Nelle elongazioni (contratture) si ha insorgenza del dolore su tutto il muscolo in una fase successiva a quella di lavoro (solitamente il giorno dopo).
Nelle distrazioni (stiramenti) si ha insorgenza acuta del dolore. Non c’è lesione muscolare, ma aumento del tono con strisce dolenti su tutto il muscolo e una progressiva incapacità a proseguire l’attività.
Negli strappi (1°-2°-3° grado) si ha insorgenza acuta del dolore. E’ presente una lesione muscolare più o meno estesa, si ha impotenza funzionale immediata ed è descrivibile il gesto che ha generato il problema.
Protocolli di recupero muscoli
1) Il ripristino dopo lesione è completo nelle contratture e negli stiramenti, incompleto nel caso di strappi.
2) Studio posturale del soggetto (controllo di squilibri e insufficienze distrettuali). Un sovraccarico del tessuto muscolare porta ad un infortunio con sintomi clinici che a loro volta recano squilibri e debolezza muscolare.
Questo conduce a nuovi adattamenti funzionali e ad ulteriore sovraccarico, quindi ad un nuovo probabile infortunio a carico dello stesso o di altri muscoli.
3) Stretching e riscaldamento adeguati.
4) Recupero della piena funzionalità (tono, elasticità, coordinazione specifica).
Riabilitazione della caviglia
Parlare di lesioni a carico della caviglia significa parlare di distorsioni. Queste sono più frequenti in inversione e vengono distinte in quattro diversi gradi di gravità:
Grado 0: distorsione senza lesione legamentosa.
Grado 1: rottura del peroneo-astragalico anteriore.
Grado 2: rottura di peroneo-astragalico anteriore, peroneo calcaneare e parte della capsula.
Grado 3: rottura di peroneo-astragalico anteriore, peroneocalcaneare, astragalo-calcaneare e ampia lesione capsulare (trattamento esclusivamente chirurgico).
Il fine della riabilitazione deve essere in primo luogo limitare l’instaurarsi di instabilità cronica post-traumatica.
Protocolli di recupero caviglia
1) Immobilizzazione e compressione, ghiaccio, elevazione dell’arto, riposo.
2) Recupero della mobilità articolare (anche passiva) con esercizi a catena aperta.
3) Rieducazione propriocettiva e recupero di tonicità muscolare localizzato.
4) Studio posturale e delle tecniche (appoggio plantare corretto).
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