La prevenzione
Pubblicato da Gerico
La prevenzione, coinvolge diversi aspetti. Il primo è quello esteriore: come si presenta l’arbitro a inizio gara. Non solo come è vestito ma anche come si pone con i dirigenti e i calciatori appena arrivato e anche durante riscaldamento e appello. E’ anche da qui che i calciatori capiscono chi hanno di fronte e il loro comportamento sarà frutto, in parte, delle impressioni che hanno avuto del direttore di gara. Poi, molto importante, durante la partita, è la prevenzione sotto l’aspetto tecnico e disciplinare. Per il primo, sarà decisivo capire quali contatti fischiare e quali no, tutto in relazione all’andamento della gara e tutto con la stessa uniformità di giudizio per le due squadre. Fare prevenzione sotto l’aspetto disciplinare significherà, invece, far sentire la presenza dell’arbitro, adottare forti richiami e se i giocatori superano i “paletti” (che non possono non essere presenti) estrarre i cartellini, giallo o rosso a seconda delle situazioni. La comunicazione arbitro-calciatori: è l’arbitro che deve svolgere il suo ruolo come se fosse uno “psicologo”, capire in che modo relazionarsi con tutti i diversi “tipi” di calciatori che abbiamo di fronte. Questo è forse la cosa più bella di un arbitro: vincere il rapporto con questi ed essere rispettati per quello che siamo e facciamo. Gioca un ruolo importante nelle decisioni che prende l’arbitro durante la gara anche il posizionamento e l’aspetto atletico: essere sempre presenti significa essere credibili e lo stesso posizionamento è una forma di prevenzione (i giocatori tenderanno a non fare fallo se trovano l’arbitro vicino e che segue l’azione). Tutti questi aspetti confluiscono nel concetto di “prevenzione”, la cosa più importante e bella che un arbitro deve attuare in campo.
Evidente occasione da rete!!!!!
Pubblicato da Gerico
“Arbitro fallo da ultimo uomo!!! Mandalo fuori”" Quante volte nel nostro campionato abbiamo sentito questa frase? Spesso anche noi per giustificare un’espulsione. Invece no!!! Non esiste il fallo da ultimo uomo, ma si tratta di < Evidente occasione da gol>.
Quando un FALLO è tale da impedire alla squadra avversaria la chiara opportunità di segnare una rete, si parla di CONDOTTA GRAVEMENTE SLEALE. Esempi ne sono:
- impedire alla squadra avversaria di segnare una rete o privarla di una chiara occasione da rete, toccando volontariamente il pallone con le mani (ciò non si applica al portiere dentro la propria area di rigore);
- annullare una chiara occasione da rete ad un calciatore che si dirige verso la porta avversaria commettendo un fallo punibile con un calcio di punizione o di rigore.Salvo che il fallo non sia fatto dal portiere dentro l’area di rigore in modo non violento, in quel caso il portiere va solo ammonito. Se subentra la volontà di far male, il rosso è sacrosanto. Si ricorda che fuori dall’area il portiere è un giocatore normale e non gode di privilegi alcuno.
Criteri che consentono di definire EVIDENTE un’occasione di segnare una rete:
- la direzione dell’azione: il calciatore deve dirigersi verso la porta avversaria e non genericamente verso la linea di porta o ancora peggio verso un angolo del terreno di gioco;
- la probabilità di controllare il pallone: il calciatore deve essere in possesso del pallone o deve poterlo raggiungere e controllare facilmente;
- il numero dei difendenti: capaci di intervenire nell’azione e la loro dislocazione (uno o nessuno tra il calciatore e la porta, oltre a colui che commette il fallo);
- la posizione: dove è commesso il fallo ( più lontano è dalla porta, meno probabile che l’opportunità sia EVIDENTE);
- c’era una concreta probabilità …che l’attacco producesse un tiro in porta e, quindi, una rete se non fosse stato interrotto scorrettamente?
Se manca uno qualunque di questi elementi l’occasione di segnare una rete non può definirsi EVIDENTE.
Bisogna rimanere spontanei…
Pubblicato da Gerico
Concludendo bisogna raccomandare agli Arbitri di rimanere se stessi anche quando indossano una divisa, senza diventare “despoti” e senza usare le regole come copertura, come giustificazione di atti o decisioni “poco umane”.
Bisogna rimanere spontanei, sapendo dare e mantenere un volto umano ad un ruolo che troppi sportivi ritengono esclusivamente tecnico ed estraneo a loro, combinando in funzione dell’ambiente, delle persone e delle situazioni le possibilità che sono offerte dalle comunicazioni formali e da quelle informali.
Come la mettiamo??
Pubblicato da Gerico
Siamo alla seconda di ritorno e qualcosa non va come dovrebbe andare. Prima di partire su alcune precisazioni da fare agli arbitri, dobbiamo annotare una nota di leggerezza di alcune squadre nello spostare o rinviare la gara all’ultimo momento. Per lo spostamento o il rinvio della gara si intendeva quando subentravano delle motivazioni a cui non si poteva portar rimedio: cause naturali( pioggia, ghiaccio, neve,nebbia), cause umane( improvvisi lutti che colpivano la società), cause indipendenti dalla società( concomitanze con altre squadre o divieto di utilizzo dell’impianto da parte degli enti o società che lo gestiscono), su queste motivazioni non possiamo far altro che abbassare il capo e accettare, ma non si possono accettare come scusanti dell’ultimo momento matrimoni, comunioni e altre festività, che si sanno con molto anticipo, quindi è possibile gestire lo spostamento, minimo 30 gg prima, ma peggio ancora improvvise pandemie di influenza o la mancanza di gente per vari motivi. Nessuna società ns ha meno di 20 tesserati, quindi le gare si possono giocare, salvo accordo con la squadra avversaria con preavviso di 72 ore. A questo punto in caso di malattie di gruppo, ben vengano i certificati medici da controllare, e una maggiore fiscalità sulle date dei recuperi. In alcuni casi il rinvio di una gara, quindi lo stop dell’arbitro designato, se fatto con almeno 72 ore di anticipo, può permettere un migliore utilizzo della forza arbitrale. Era solo una riflessione, spero ci sia permessa.
Come già ribadito nell’ultima riunione, dove è stato portato anche qualche pensiero delle società su di noi, qualcuno non ha recepito bene il messaggio.L’uso dei cartellini va distribuito, se necessario nell’arco della gara, non lasciare che nel primo tempo sia permesso il far west e il mercato del bestiame, e nel secondo tempo, magari, sicuramente, in debito di ossigeno cominciamo a distribuirli come fossero caramelle a dx e sx. La sanzione disciplinare va gestita dal primo secondo della gara all’ultimo secondo del recupero. Non fermiamoci troppo a dare spiegazione sul fallo appena fischiato, ci allontaniamo, senza stare lì ad aspettare il giocatore, esiste sempre, che non è d’accordo, e con lui si ingaggia una discussione che al 90% porta all’ammonizione, o peggio all’espulsione. Non cerchiamo noi il contatto ma deve essere lui che si fa 20 mt per venire a protestare dopo che noi ci siamo allontanati dal luogo del fallo, allora si, è passibile di sanzione disciplinare. Altra cosa essere educati noi verso loro per ricevere, si spera, altrettanto, se invece già noi non portiamo rispetto, è difficile riceverlo. Le chiacchere o i comizi non servono in campo, in campo serve un arbitro che applichi il regolamento quando serve, senza inventare giustificazioni sul suo operato( se uno non è in forma o non è tranquillo, può usufruire di un tempo di sosta ), che spesso creano imbarazzo ai colleghi successivi e alla commissione calcio. L’arbitro vigile che si sbraccia o che continua a emettere tutti quei fischi per attirare l’attenzione o per spiegare qualcosa, è ridicolo. Bastano cenni semplici e leggibili da tutti, un uso del fischio consono e magari due parole,ripeto due parole!!! Fare un solco a centrocampo, muovendosi dentro a quei 18,30 mt, serve solo a dar lavoro ai camion di movimentazione terra. Usciamo fuori, impariamo a correre con la testa, soprattutto alta e non guardandoci le scarpe, posizioniamoci nei punti strategici del campo, senza intralciare i giocatori. Le bestemmie, da quest’anno una direttiva nazionale AICS, ci ha detto che: le bestemmie vanno sanzionate con il giallo, salvo che la bestemmia, sia degno accompagnamento di protesta verso l’arbitro o di insulto gratuito all’avversario oppure la classica bestemmia che la sentono tranquillamente a 1 km di distanza” la batte per terra, la va in cielo, e torna per terra”. Queste son le direttive che ci hanno dato. Ultima raccomandazione salvaguardiamo l’integralità fisica dei giocatori da quelle persone che per troppa vigoria, per scarsa coordinazione, e alcune volte per cattiveria commettono quei falli da giallo pieno e qualche volta anche da rosso. Con la speranza che quanto detto, specialmente nella seconda parte sia recepito da tutti gli arbitri.TUTTI!!!!
Comunicato n° 23
Pubblicato da exp
televisori ci
Credo che le immagini che questi giorni stanno scorrendo nei nostri televisori ci diano, se mai ce ne fosse la necessità, dimostrazione di quanto presto la nostraesistenza può essere radicalmente modificata.
